Libri da leggere prima di partire
June 11, 2017

I petali nel Vento Quando la famiglia Herath si trasferisce in Sal Mal Lane, quel vicolo di Colombo, in Sri Lanka, è ancora un posto tranquillo. All’ombra dei frondosi alberi dai fiori rosa convivono pacificamente famiglie molto diverse per credo religioso ed estrazione sociale. Sono i bambini, con i loro giochi, a unire il vicinato.Mentre i grandi scrutano con una certa diffidenza i nuovi arrivati, è proprio la comunità dei più piccoli ad accoglierli, coinvolgendo i figli degli Herath in gare di aquilone e di cricket, primi amori e piccole rivalità. Lasciandosi contagiare da quei quattro fratelli così uniti e così speciali.Finché la minaccia della guerra civile si addensa anche su Sal Mal Lane, rischiando di aprire fratture latenti, spezzare legami profondi, travolgere destini in una furia inarrestabile che lascerà, di quella stagione dei giochi, soltanto un’eco lontana. Una ragazza dissobbienti Latha vive con una famiglia che non è la sua famiglia: solo persone che hanno il diritto di darle ordini. Ha una sola amica, che però non è una vera amica, ma la sua padrona. Non conta che i voti di Latha a scuola siano migliori, o che la sua bellezza sia più sfolgorante: deve sempre restare un passo indietro. Per lei, orfana e di umili origini in Sri Lanka, l'unico destino possibile è fare la serva. Ma nel suo cuore non sa rassegnarsi alla sottomissione, né rinunciare alle piccole vanità e ai desideri di un'adolescenza normale: un profumo alle rose, un paio di sandali per sollevarsi dalla polvere; l'amore di un ragazzo. Finché l'ingiustizia subita diventa insopportabile e la ribellione di Latha si trasforma in inganno e vendetta. Biso fugge dal marito alcolizzato e violento, l'uomo che ha ucciso il suo amante e ha minacciato di vendere come prostituta la bambina nata da quell'amore proibito. Fugge all'alba, danzando leggera sulla rugiada, ripensando a quello che la vita le ha tolto, ai sogni che ha spezzato. Fugge insieme ai tre figli, su un treno che dovrebbe condurla a un luogo che appartiene al suo passato, e dove non sa neppure se sarà la benvenuta. Dall'intreccio di due destini apparentemente disgiunti, la storia sofferta di due donne che lottano con coraggio contro una cultura che cerca di piegarle alle tradizioni. Due donne in viaggio verso un'unica meta: la libertà. L'onda Il 26 dicembre 2004 uno tsunami si abbatte sulle coste dell’Oceano Indiano e uccide circa 275.000 persone. Sonali Deraniyagala sta parlando con un’amica, mentre suo marito è sotto la doccia e i suoi due bambini giocano con i regali ricevuti a Natale, quando dalla finestra vedono il mare gonfiarsi in un’onda alta venti metri, diretta verso il loro hotel. Lasciano di corsa la stanza, salgono sulla jeep e fuggono verso l’interno, ma l’onda è troppo veloce e li colpisce. Quando Sonali riprende conoscenza è nuda dalla cintola in giù e coperta di fango. Ma, soprattutto, è sola. Non c’è traccia di suo marito, al posto di guida, né dei bambini sui sedili posteriori. Intorno a lei galleggiano soltanto i resti degli hotel, delle case dei pescatori e delle imbarcazioni per turisti. Sonali viene portata in stato di shock a casa di sua zia, a Colombo. Non può credere che tutta la sua vita non esista più, che i suoi cari, il suo passato – e il suo futuro – siano stati spazzati via da quell’onda. Inizia così ad andare alla deriva, mescolando antidepressivi e alcolici; smette di dormire; e, quando suo fratello vende la casa di famiglia, ogni notte va a svegliare i nuovi inquilini olandesi, suonando il clacson o sparando a tutto volume una delle canzoni preferite del marito. Neppure quando torna a Londra, le cose migliorano. C’è sempre quella stessa domanda che le ronza in testa: come si torna alla vita dopo un’immane tragedia? Con uno stile scarno e potente che rifiuta ogni sentimentalismo, Sonali Deraniyagala lascia che a parlare sia la sua storia vera: un’esperienza terribile ed estremamente umana che l’autrice decide di raccontarci perché la memoria dei suoi cari, e di tutte le altre vittime di quella tragedia, non si perda nel tempo. Finalista al National Book Critics Award e inserito dal New York Times nei migliori libri del 2013, Onda è un libro commovente e coraggioso sulla perdita, sul dolore ma, soprattutto, su quell’amore eterno che ci spinge a reagire, anche quando tutto sembra perduto.

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